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giovedì 21 maggio 2009

THE HUMAN FILM

THE HUMAN FILM TRAILER (long version)

Questo film racconta una parte, sei anni, di una parte della vita di Ted Hemmann: A nessuno è dato raccontare tutto il tempo della vita di qualcuno: non c' è mai stato un film tanto lungo...
La telecamera di Walter Ciusa ha seguito Ted per sei anni, dal 1998 al 2004. Il materiale cumulato nel tempo era quindi cospicuo; sono stati fatti tagli, permutate immagini, e montato il tutto per rendere l'essenza del personaggio. Senza obbedire ad un criterio cronologico.
Dentro il film ci sono i suoi comportamenti, i suoi gesti, le sue frasi ripetive e ripetute negli anni, ci sono le testimonianze dei testimoni, ci sono gli episodi salienti.
Ted che grida "viva gli sposi" al matrimonio di Andrea è l'apertura. Un'apertura saliente. Abbastanza saliente da gettare nel terrore i genitori degli sposi, che si trovano dinanzi ad un campagnolo del Connecticut, alto e grosso, che urla come una bestia ferita e che sta mandando all'aria tutto il decoro di una cerimonia che avrebbe dovuto essere come il resto della loro vita, decorosa.
Poi, nel film, iniziano i momenti difficili: Ted si spezza una gamba, ballando, e lo vediamo girare per la città ingessato e con le stampelle, in cerca di alloggio, accompagnato da una giovane ammiratrice.
Assistiamo in diretta alle telefonate fatte alle donne: sono chiamate piene di complimenti, di adulazioni, bugie. Decine di dichiarazioni d'amore.
E poi, di nuovo, è al freddo, con lo zainetto in spalla ed una cuffia di lana in testa, in cerca di un rifugio per la notte. Lo vediamo al risveglio, nel buio di una cantina, mentre riavviolge il sacco a pelo e fa ciao ciao alla m.d.p.
E mentre si sbarba e si mette in giacca e cravatta per il suo lavoro da manager? Di esperto di computer? Di consulente di reti internet?
Affronta con fiducia il nuovo giorno, il nuovo incarico, le sconosciute responsabilità.
Un episodio centrale del film è l'incontro con Franz, un ex parrucchiere che vive nell'abbandono e nella sporcizia. Ted porge ascolto compassionevole alle sofferenze di Franz che poche ore prima si è maciullato il naso contro un predellino di un autobus, e che, in un eccesso narrativo rievoca anche i suoi magnifici anni 80, periodo in cui spacciava cocaina e sparava agli infami.
Ma la leggerezza di Ted prevale, e ci solleva l'anima dall'angoscia del degrado sociale e dell'omicidio; tra poco ci saranno le festività natalizie. Cosa fai a Natale? Chiede a più riprese. Lui se la gode: balla in un veglione. E' senza freni, scatenato; si libera di tutte le sofferenze, delle notti al freddo, delle sconfitte, dei licenziamenti in tronco. Il ballo cancella. E domani è un altro giorno.
Il presente è l'unica cosa che conta. Ora e adesso. Nell'assenza dei retaggi del passato, delle preoccupazioni e dei pensieri del futuro. Nell'assenza di un qualsivoglia pensiero. Come fosse un novello Candide americano, che attraversa la vita correndo e facendosi inseguire da emuli inconsapevoli.
Niente altro che un Forrest Gump: così ci spiega un testimone, Valter Scoccia, che veste i panni del narratore, infatuato del suo eroe, ma anche impietosamente premonitore di una sua probabile e prossima fine.
Ted avrà i suoi sprazzi, i suoi grandi momenti, come in un party in una villa di gente altolocata, tra personaggi di grande spessore sociale ed artistico, e poi subito cadrà in un accesso di ira contro veri o presunti detrattori.
Ciò che ci vuole far intendere il cinico narratore è che non c'è speranza e non c'è vera innocenza per il percorso di uno come Ted. Ma questo è solo il suo punto di vista.
Lo vedremo ancora in situazioni per lui gratificanti, a Venezia e a Roma, mentre insegue e corteggia donne bellissime, ed intervista personaggi come Kusturica e Salvi. Potrebbero essere gli ultimi fuochi.
In realtà non sappiamo quante volte può risorgere uno come lui. Lo vediamo scaricare cassette di surgelati e battere un fuori campo durante un allenamento di baseball. E' appesantito di 25- 30 chili, ha un pancione enorme, ma con la mazza ed il berretto girato all'indietro sorride alla m.d.p.:
Questo ci lascia un dubbio: che possa farcela, ancora una volta?
Canta "My way" in una festa di piazza: La stessa che cantò un americano ricco e felice come Frank Sinatra, la stessa che trent'anni dopo incise Sid Vicious, morto suicida a 23 anni. Questa è la versione di Ted Hemmann.

"The Human Film" su myspace
Rassegna stampa

venerdì 27 giugno 2008

THE HUMAN FILM- storia di un americano in Italia-; dal Biografilm al Festival di Venezia!

PROGRAMMA DELLA SERATA- Maratona ATYPICALMOVIE-
ore 22: i Trailers di Bolognetti 2008
ore 22,20: Videobiografie- Dante Casagrande, un percorso atypico a puntate-.
ore 22,35: "Sulle orme di Quentin Tarantino", documentario sul Venezia Film Festival 2007 con Pasquale Squitieri, Claudio G. Fava, Amanda Sandrelli, Alex Zanotti, Miike Takashi,
Marco Poli, Carlo Rossella, ecc.
A seguire: "
THE HUMAN FILM"
Andrea Romeo- direttore ed ideatore del Biografilm Festival e ideatore del Future Film Festival-: "Quando ho visto per la prima volta "The Human Film" mi si è accesa una lampadina e ho avuto lo spunto per ideare il Biografilm Festival- International Celebration of Lives-
Roy Menarini
-critco cinematografico-su "Repubblica": "Il folle e vertiginoso "The Human Film", mostra le disavventure di un uomo misterioso e affascinante, ma anche sdoppiato e dall'identità incerta,un vero Zelig dell'Italia recente.
Rassegna Stampa (solo una piccola parte)


Domani sera (sabato 28 giugno) verrà proiettato qui al Vicolo - ore 23 - il docufilm di Walter Ciusa sulla vita e le peripezie di un amerikano "paracadutato" nella giungla di Bologna : ho già scritto che Ted Hemmann è un po' il nostro Lebowski
bolognese, e mi dicono che sarà presente assieme all'autore.
Una bella occasione per il cinefilo interessato al nuovo cinema italiano ed anche per chi - più prosaicamente - è reduce dai cortei del Gay Pride nella "caligine" estiva e vuole rilassarsi seduto nel cortile del pozzo con una fresca Paulaner alla spina ... nel mezzo c'è di tutto : io consiglio la visione per l'uso originale e meticciato che Walter fa del media video nella varie modalità espressive (videoclip - documentario - fiction) ritraendo una galleria di personaggi estroversi che bene rappresentano l'inafferrabile "bolognesità" di cui in tanti straparlano, ma i veri (e riconoscibili) cittadini sono loro e non i borghesotti che si confondono con lo "sfondo".
Avvertenza per i forestieri disinformati : questa città è una giungla cinica, piccolo-borghese e fighetta (quindi potenzialmente letale) e solo la preparazione militare di marca "marine" potrà permettere a quello sborone del protagonista di sopravvivere ...
La guest star è Freak Antoni degli Skiantos nei panni di Forrest Gump. Partecipano anche Emir Kusturica e Francesco Salvi.
(il Bufalo)
THE HUMAN FILM TRAILER




The Human Film ha un suo sito ufficiale, un sottosito, un suo MySpace, una sua rassegna stampa






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Articolo sul Festival di Venezia

mercoledì 18 giugno 2008

Jeff Lebowsky- quello vero- a Bologna














"A volte si incont
ra un uomo, non dirò un eroe, che cos'è un eroe, ma a volte si incontra un uomo, e sto parlando di Drugo, a volte si incontra un uomo che è l'uomo giusto nel posto giusto, là dove deve essere, e quello è Drugo...a Los Angeles, e anche se quell'uomo è un pigro e Drugo lo era di sicuro, forse il più pigro di tutta la contea di Los Angeles, e il che lo mette in competizione per il titolo mondiale dei pigri. A volte si incontra un uomo, a volte si incontra un uomo. Ah, ho perso il filo del discorso. Ah, al diavolo. E' più che sufficiente come presentazione".


Noi di atypicalmovie avremmo voluto vedere un altro film: l'incontro tra le 2 superstar americane Ted Hemmann e Jeff Dowd Lebowsky. La superstar locale che certifica la grandezza della superstar americana. Come Joyce con Italo Svevo o Tarantino coi B-Movie. Chi ha allora preso il posto del grande Ted? Naturalmente il suo fedele scudiero "Cicci Mo Tao", detto Zefram, detto Capitan Kirk, grande e ormai impareggiabile icona della bolognesità. E' bastata un'occhiata tra Cicci Mo Tao e Jeff. "Questione di feeling", di chimica, corrispondenza di amorosi sensi. Cicci Mo Tao è stato il Cicerone, il traghettatore verso la bolognesità ormai al capolinea. Indimenticabili i momenti di trash talking tra i 2. A seguirli un centinaio di fan riuniti davanti alla Videoteca "L'Occhio Privato", che ha ottimamente organizzato l'evento, offrendo anche birra, salumi e formaggi. C'era anche la blogger bolognese "Maude Lebowsky", disponibilissima a dialogare con noi- da cazzona quale dice di essere- e due ragazzi, che aspettavano la star coi bicchieri pieni di "White Russian". C'era il padre di Jeff, arzillo 90 enne, che parla ancora un buon italiano e che insegnava "Storia dei Sistemi economici" all'Università di Modena. Ma c'erano soprattutto i "Vecchi Amici", i cazzoni di sempre, che non potevano perdersi un Evento di questa portata: Bufalo, Marmuz, Lando, i Rude Pravo, ecc.
Stiamo facendo di tutto per averlo ospite al Bolognetti, lui Jeff Dowd, il personaggio a cui è stato ispirato "Il Grande Lebowsky", cult movie dei fratelli
Coen, con l'impareggiabile Jeff Bridge- il drugo-.